mercoledì 23 maggio 2012

Il peso delle parole




Le parole non son mai “semplici parole”. 
Il fatto che racchiudano un significato, alle volte univoco, non è un’optional, un qualcosa di cui far a meno. Non si può non tenerne conto.
Eppure è più facile a dirsi che a farsi. Specie per gli uomini. 
Non me ne vogliano i “maschietti” ma queste considerazioni mi son sorte notando e in alcuni casi annotando, le frasi, i comportamenti e le parole di alcuni dei maschi che conosco (padri,fratelli,zii,fidanzati,amici ecc ecc.).
Con la premessa d’obbligo che non amo generalizzare, mi vien quasi spontaneo chiedermi: gli uomini conoscono il peso delle parole che dicono? O, meglio, comprendono che ogni parola, in un dato contesto, pronunciata in un dato tono,assume un significato ben preciso che, il più delle volte, non corrisponde né all’evidenza né al concetto ben chiaro – solo  - nella loro mente?
Non è un post polemico, davvero. Anzi. Son considerazioni e rimuginamenti, osservazioni nate quasi spontaneamente e senza alcun intento discriminatorio o con pretese scientifiche.
Quel che ho notato, nella mia parzialissima esperienza (perché ogni esperienza è sempre parziale)è che gli uomini funzionano in un modo,spesso, molto semplice: quel che è bianco è bianco e quel che è nero è nero. Non esiste il grigio né il fumè, niente vie di mezzo. Una parola ha il peso e il significato che ha,punto. E fin qui, si può anche concordare. Viva la semplicità degli uomini (che in alcuni casi ci salva la vita).
Le parole, però, si sostanziano anche di altro. Veicolano messaggi, infatti, ma anche concezioni, pensieri e suscitano sentimenti, attivano stati d’animo, mettono in moto reazioni ed emozioni. 
Ed è su questo livello che gli uomini peccano (o deficiano). I più non lo fanno intenzionalmente: è proprio un deficit (= mancanza)genetico. Altri lo fan intenzionalmente (ma di questo preferisco non parlare).
Considerandolo un deficit strutturale, genetico, si è tentati di concedere le attenuanti del caso. Ma poi ti ravvedi.
Sì, perché gli uomini  - maschi – han di strano la peculiarità che le parole dette da loro han non solo un significato univoco,chiaro, preciso, esplicito e capace solo di suscitare reazioni “normali” (siamo noi donne che tendiamo ad ingigantire – il che è vero solo in una ristretta tipologia di casi) mentre le parole dette da noi donne no. Le parole pronunciate da noi donne son potenti, son piene di molteplici e controversi significati, son talmente forti da ingenerare anche in brevi e semplici locuzioni o puntini di sospensione, una tale reazione che quella nucleare è una inezia. Per esempio, basta un minimo accenno a un qualcosa di particolare o intimo o importante e il maschio cade nei più profondi meandri della psicopatologia, comincia ad analizzarsi introspettivamente e in certi casi arriva a consultare psichiatri,andrologi, amici, parenti,medici,consulenti vari, internet e/o  la mamma.  Inizia la metamorfosi del maschio, che comincia a farsi “seghe mentali” anche peggiori di quelle femminili.
Ecco, mi vien da chiedermi: se tu maschio, capisci, ti rendi conto, che le parole pronunciate da altri nei tuoi confronti, non han solo un significato chiaro, esplicito, univoco e, soprattutto, non sono, “innocenti”,prive della capacità di innescare in te sentimenti contrastanti, stati d’ansia, emozioni piacevoli o spiacevoli, sentimenti di rabbia e così via, perché, quando a pronunciarle sei tu, invece, le parole dovrebbero agire diversamente?
Ps: Le frasi tipiche dei maschi nella mia personale esperienza :“Perché?Che ho detto?”accompagnata da una frase realmente,veramente e ingenuamente sorpresa, incapace di spiegarsi la reazione avuta dall’interlocutore; “ma io intendevo quel che ho detto,appunto. Non quel che hai capito tu,mi sembra chiaro come il sole”; “perché?Io cosa ho detto?L’avrò pronunciata con un tono diverso ma il discorso è uguale, il significato è sempre quello,no?”. Volutamente ometto altre frasi tipiche che posson suscitare emozioni “forti”in chi è in spm..

18 commenti:

  1. il significato che diamo alle parole è quello che conosciamo in base alle nostre esperienze... quindi la stessa frase (oggettiva)puo' avere tanti significati soggettivi... capire la persona che hai accanto è come aver letto il suo vocabolario. se tutti ne fossero capaci allora non ci sarebbe entusiasmo quando una grande relazione o una amicizia vera nascono...
    ;)

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    1. mmm Gegge mi piaci già parecchio,cavoletti.ragioni bene..:-)(=campagna di fidelizzazione followers)Sì,il significato funziona così,le esperienze incidono e molto in tal senso.Ma com'è che funzionano a senso unico?Ps: il tuo commento può esser letto come la parafrasi di quello di Maraptica;-)Ps del Ps:conoscere il vocabolario del proprio partner è impresa ardua che richiede esercizio costante:col tempo,come con lo Zanichelli,introduce nuovi lemmi e nuovi significati.A differenza dello Zanichelli,però,non ti notifica gli aggiornamenti e quindi devi,da sola,raddrizzare il detector/decryptor.

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  2. Te ne dico io una da aggiungere al finale: "Tu capisci sempre quello che vuoi capire, mai quel che voglio dire io!". Della serie che gira che ti rigira, la colpa è sempre tua che hai capito male... :) Ovvio poi che subentra il fattore "vita"...

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    1. Cavolicchi Maraptica!!M'hai tolto le parole di bocca!E' proprio così!!Non si pongono mai il dubbio "chissà,magari mi son espresso male io,magari ho scelto una parola sbagliata,un tono inopportuno,il momento sbagliato,il contesto non giusto"NO!!Eh,per carità,no..é sempre chi ascolta che sbaglia a interpretare.Perchè ti tocca anche far da psicanalista linguista..

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  3. è il motivo per cui spesso preferisco stare zitto. Il guaio è che a volte anche i silenzi hanno un peso.

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    1. Sì,old.I silenzi fan più rumore di tante parole.E han un significato ancor più pieno e profondo.O almeno per noi..per voi alle volte il silenzio è solo quello:silenzio,assenza di parole.Old,come fai fai,ti tiran addosso le pietre..

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    2. non apprezzo questa distinzione tra "noi" e "voi" ... non amo le generalizzazioni, io sono "io", non sono "voi". Anche perchè non mi riconosco nella maggior parte di quelli che tu chiami "voi"!

      P.S: solo per precisare, senza alcuna vena polemica, sia chiaro :-)

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    3. Era un "generalizzare" per ridere:-)Neppure io son come tutte le donne,e quindi,a ragione,neppur su di me va bene il noi..:-)

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  4. Ele,....io passo...fino alla fine della spm.. sarei troppo brutale,..perche' mi viene in mente di associare al tuo post la violenza verbale, e.., non voglio...scusa!! :-(

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    1. non lo sospettavo, che tu potessi essere brutale :-)

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    2. Eh..ti capisco..io ho volutamente cercato di render il post non polemico e di metterla su un piano semi-serio-ironico.Perchè quando non son in spm provo a riderci su(è così che nascono le avventure in casa Swiffer..).

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    3. @Old.........non sai quanto!...aahaahaahah soprattutto al lavoro/spm ...mmhmhmmhmhm....son di un brutale!!
      @Ele..........., purtroppo l'associazione peso delle parole/ violenza verbale..., la mia mente la fa' subito.... , perche' conosco donne che l'hanno subita...( le mie zie ) ........e........

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    4. @Anna: eh lo so..anch'io l'ho subìta.Più da donne a dir il vero,che da uomini.Comunque,ribadisco,era un post ironico-riflessivo..poi ognuno risponde e ci vede quel che vuole,per carità.Si può anche non rispondere se l'argomento tocca corde sensibili..

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  5. Hai ragione su tutto...però ammettilo.... un po' è anche per questo che voi vi fidanzate e vi sposate con noi maschietti. Non sarà, spero, solo perché siamo più bravi a svitare i tappi delle bottiglie o a piantare chiodi nel muro. Siamo diversi ma, ujna volta in coppia, ci completiamo a vicenda. E' questo il bello. E' questo il sale della vita.
    Noi siamo organismi semplici, lo ammettiamo, ma nonostante ciò siamo riusciti a sopravvivere a qualche milione di anni di evoluzione (anche se, tu dirai, non è che ci siamo evoluti poi così tanto). Ci sarà pure un motivo, no?

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    1. mmmm...sì,lo ammetto,è in parte anche per questo.Cioè la differenza può essere una cosa interessante(sai che noia uno che è uguale a noi?)Però,bisogna prender quanto ho detto con le dovute accortezze,leggasi "pinze",perchè convivere/sposarsi è una cosa delicata,implica,appunto,vivere con un'altra persona.E questo comporta,alla lunga, il non sopportare certi difetti dell'altro/a.Sul completarsi a vicenda non condivido. Nessuno si completa con un altro.Diciam che la diversità aiuta e arricchisce,alle volte,il rapporto.Ma non direi propriamente "completare".Al mito dell'androgino non credo,in questo senso almeno.Con "noi siamo organismi semplici",intendi "noi maschi" o l'umanità in generale?:-)Ps: il sale della vita,va bene,ma quando finisce sugli occhi brucia e troppo fa salire la pressione;-)

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    2. Intendevo "noi maschi" naturalmente :)
      Comunque si, "completare" non è il termine giusto.
      "Arricchire" è più centrato.

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    3. ehehhe..mannò..siete più semplici di noi per tanti versi,ma anche un pizzico pizzico complicati ;-)

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