Cronaca un po’ poco sparsa, di
quel che è successo veramente durante l’incontro del secolo,anzi dell’anno,
anzi del giorno..anzi..va beh..avete capito (e basta co ‘ sti pomodori…tirate
altro..).
Avvertenza: la scrivente Elena
Paginetta, semplicemente Ele, ha sottoscritto con il blogger incontrato un
contratto “capestro” vincolatissimo, nel quale ci si impegnava a non divulgare
dati sensibili dei suddetti blogger. Questo vuol dire che, amate mie follower
curiosone, non potrò rivelarvi altezza, peso, colore di occhi,capelli ecc del
blogger incontrato. Così come lui, non potrà divulgare nulla della
sottoscritta.
A chi volete che interessi sapere
che la scrivente è alta un metro e tre quattro caciotte circa? Che ha gli occhi
verde acqua che cambiano e mi tocca litigà con l’addetto all’anagrafe che
insiste perché siano azzurri quando non lo sono – e lo saprò,no?- ? Che ha due
piedi piccoli e cicciosi ma veloci, che combatte inutilmente per eliminare la
pancia superflua ma questa si ostina a rimanere ben piazzata a far da
contrappeso al doppio mento …(sì sembro un San Bernardo)?
A nessuno. Appunto.
Allora eccovi qui la cronistoria
precisa e vera delle impressioni della suddetta sul blogger che le ha offerto
il gelato.
Erano circa 12 mesi, mese più
mese meno, che le mie papille gustative anelavano assaggiare i gelati che, a
detta del blogger, erano tra i più buoni di Roma. Non vi dico quanti commenti al suo blog m’è costato. Fatto sta che il
blog, in verità, a me piace molto e lo commento con piacere. Il blog. BLOG.
Massì,anche il blogger… ;-)
Sul blogger.
Ci siam messi d’accordo che ci
sarem visti in una piazza vicino a Neve di latte – i romani sanno immagino -.
Ovviamente la suddetta scrivente ha deciso per un’ora diurna e possibilmente un
posto all’aperto. Così da poter gridare aiuto in caso di bisogno. Fortuna ha
voluto..che non è occorso.
Caldo era caldo. Settembre era
settembre e ovviamente il giorno quello da scontrino comprovante.
Stato d’animo prima: a metà tra l’euforico
strano, la curiosità galoppante e un tremore di ginocchia che i romani
direbbero “facevano Giacomo Giacomo”. Una cosa così, più o meno
Impressioni a caldo: sorriso.
Quel che mi si è stampato sul
viso appena l’ho individuato. Un sorriso da ebete che manco una giovincella
alle prime armi davanti al Prof di ginnastica. Non so perché ma ho sorriso.
Diciamo che ero agitata e col piede pronto a scappare. Lo ammetto. Ma ho sorriso. Il che, lo ammetto, accade di
rado.
Non avendo alcun riferimento
descrittivo, ho dovuto andar… a occhio. E quando dopo un anno e più, commenti
un blog, ti crei sempre una immagine mentale indefinita che non sai mai,fin all’ultimo,
se confermerai o meno. E questo è quel che fa fare alle gambe “Giacomo Giacomo”..forse.
Di fatto non doveva poi esser
impresa ardua: bastava individuare qualcuno in attesa. E sì, il fusto andava
bene. Ma in tutta sincerità, non aveva quel che pensavo potesse avere il
blogger nella mia testa.
Bel sorriso. Il suo. Del blogger(il
mio,dicono, è bello ma lascio agli altri giudicare). S’è fatto individuare presto.
Il gelato era piccolo,sì, il
blogger ha insistito più volte per offrirlo nella versione maxi. Ma noi donne
sappiamo che, almeno al primo appuntamento, meglio andarci caute.E poi, chi ha mangiato da Neve di latte, sa che il gelato piccolo non è piccolo..anzi!
Le gambe han smesso di fare
Giacomo Giacomo dopo il suo sorriso. Il sesto senso femminile rimaneva spostato
sull’ “On”..mai abbassare le difese. Ma le impressioni erano buone.
Imbarazzo, il mio. Il che, lo ammetto,accade
di rado. (e ora non mandate in tilt il vostro mononeurone per dare spiegazioni
arzigogolate viranti al romantico Austeniano).
Lui no. O almeno non sembrava.
Serio, pacato, a modo. Una
persona per bene. Con qualcosa negli
occhi che non sai dire..Ma che ti cattura.. (ehhh son riuscita a stuzzicare la
curiosità delle follower in comune? ;-) ).
Parliamo. Di tutto un po’. E per
la prima volta riesco anche a tacere per più di trenta minuti. Il che, lo
ammetto, accade di rado. Specie se son a disagio o in imbarazzo o non so
inquadrare la situazione.
Si cammina, gelato alla mano – il
mio era quello alla vinaigrette per dovere di cronaca – e si parla come se si
stesse piacevolmente seduti sul divanetto di un lounge bar. Mentre siam in giro
sotto il sole romano. Il che, lo ammetto, anche questo accade di rado.
Alle volte, con certe persone,
basta una parola, anche banale, e si intesse un arazzo discorsivo da far
invidia ai migliori public speaker. Ma il tutto fluisce come se fosse la cosa
più naturale del mondo.
E anche questo,accade di rado.
Molto di rado.
Compagnia piacevole. Blogger
simpatico. Parla bene, pensa bene, diciam che potevo anche rilassarmi.
Il blogger ha una mente che mi
piace. Il che, lo ammetto, accade di rado.
Intelligente, divertente, vivace,
ma anche curiosa, indagatrice discreta, empatica (quel che basta eh..è pur
sempre un maschio), stimolante, accattivante..
E’ quel che alcuni chiamano una “bella
persona”.
E’ simpatico e sì, lo ammetto non
sarebbe male un secondo gelato.
Stavolta offerto da me.
Il che, lo ammetto, accade di
rado.
PS: il blogger in questione, ha
anche una risata allegra che ti fa squagliare come lo stracchino nella
piadina..ed io, lo ammetto, risate così non mi stancherei di ascoltarle.

