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venerdì 27 settembre 2013

La verità, signori, tutta la verità..



Cronaca un po’ poco sparsa, di quel che è successo veramente durante l’incontro del secolo,anzi dell’anno, anzi del giorno..anzi..va beh..avete capito (e basta co ‘ sti pomodori…tirate altro..).

Avvertenza: la scrivente Elena Paginetta, semplicemente Ele, ha sottoscritto con il blogger incontrato un contratto “capestro” vincolatissimo, nel quale ci si impegnava a non divulgare dati sensibili dei suddetti blogger. Questo vuol dire che, amate mie follower curiosone, non potrò rivelarvi altezza, peso, colore di occhi,capelli ecc del blogger incontrato. Così come lui, non potrà divulgare nulla della sottoscritta. 

A chi volete che interessi sapere che la scrivente è alta un metro e tre quattro caciotte circa? Che ha gli occhi verde acqua che cambiano e mi tocca litigà con l’addetto all’anagrafe che insiste perché siano azzurri quando non lo sono – e lo saprò,no?- ? Che ha due piedi piccoli e cicciosi ma veloci, che combatte inutilmente per eliminare la pancia superflua ma questa si ostina a rimanere ben piazzata a far da contrappeso al doppio mento …(sì sembro un San Bernardo)?
A nessuno. Appunto. 

Allora eccovi qui la cronistoria precisa e vera delle impressioni della suddetta sul blogger che le ha offerto il gelato.

Erano circa 12 mesi, mese più mese meno, che le mie papille gustative anelavano assaggiare i gelati che, a detta del blogger, erano tra i più buoni di Roma. Non vi dico quanti commenti  al suo blog m’è costato. Fatto sta che il blog, in verità, a me piace molto e lo commento con piacere. Il blog. BLOG.
Massì,anche il blogger… ;-)

Sul blogger.

Ci siam messi d’accordo che ci sarem visti in una piazza vicino a Neve di latte – i romani sanno immagino -. Ovviamente la suddetta scrivente ha deciso per un’ora diurna e possibilmente un posto all’aperto. Così da poter gridare aiuto in caso di bisogno. Fortuna ha voluto..che non è occorso. 

Caldo era caldo. Settembre era settembre e ovviamente il giorno quello da scontrino comprovante.
Stato d’animo prima: a metà tra l’euforico strano, la curiosità galoppante e un tremore di ginocchia che i romani direbbero “facevano Giacomo Giacomo”. Una cosa così, più o meno

Impressioni a caldo: sorriso.
Quel che mi si è stampato sul viso appena l’ho individuato. Un sorriso da ebete che manco una giovincella alle prime armi davanti al Prof di ginnastica. Non so perché ma ho sorriso. Diciamo che ero agitata e col piede pronto a scappare. Lo ammetto.  Ma ho sorriso. Il che, lo ammetto, accade di rado. 

Non avendo alcun riferimento descrittivo, ho dovuto andar… a occhio. E quando dopo un anno e più, commenti un blog, ti crei sempre una immagine mentale indefinita che non sai mai,fin all’ultimo, se confermerai o meno. E questo è quel che fa fare alle gambe “Giacomo Giacomo”..forse.

Di fatto non doveva poi esser impresa ardua: bastava individuare qualcuno in attesa. E sì, il fusto andava bene. Ma in tutta sincerità, non aveva quel che pensavo potesse avere il blogger nella mia testa.

Bel sorriso. Il suo. Del blogger(il mio,dicono, è bello ma lascio agli altri giudicare).  S’è fatto individuare presto.
Il gelato era piccolo,sì, il blogger ha insistito più volte per offrirlo nella versione maxi. Ma noi donne sappiamo che, almeno al primo appuntamento, meglio andarci caute.E poi, chi ha mangiato da Neve di latte, sa che il gelato piccolo non è piccolo..anzi!

Le gambe han smesso di fare Giacomo Giacomo dopo il suo sorriso. Il sesto senso femminile rimaneva spostato sull’ “On”..mai abbassare le difese. Ma le impressioni erano buone. 

Imbarazzo, il mio. Il che, lo ammetto,accade di rado. (e ora non mandate in tilt il vostro mononeurone per dare spiegazioni arzigogolate viranti al romantico Austeniano).  Lui no. O almeno non sembrava.

Serio, pacato, a modo. Una persona  per bene. Con qualcosa negli occhi che non sai dire..Ma che ti cattura.. (ehhh son riuscita a stuzzicare la curiosità delle follower in comune? ;-) ). 

Parliamo. Di tutto un po’. E per la prima volta riesco anche a tacere per più di trenta minuti. Il che, lo ammetto, accade di rado. Specie se son a disagio o in imbarazzo o non so inquadrare la situazione. 

Si cammina, gelato alla mano – il mio era quello alla vinaigrette per dovere di cronaca – e si parla come se si stesse piacevolmente seduti sul divanetto di un lounge bar. Mentre siam in giro sotto il sole romano. Il che, lo ammetto, anche questo accade di rado.

Alle volte, con certe persone, basta una parola, anche banale, e si intesse un arazzo discorsivo da far invidia ai migliori public speaker. Ma il tutto fluisce come se fosse la cosa più naturale del mondo.
E anche questo,accade di rado. Molto di rado.

Compagnia piacevole. Blogger simpatico. Parla bene, pensa bene, diciam che potevo anche rilassarmi. 

Il blogger ha una mente che mi piace. Il che, lo ammetto, accade di rado.
Intelligente, divertente, vivace, ma anche curiosa, indagatrice discreta, empatica (quel che basta eh..è pur sempre un maschio), stimolante, accattivante..

E’ quel che alcuni chiamano una “bella persona”. 

E’ simpatico e sì, lo ammetto non sarebbe male un secondo gelato.

Stavolta offerto da me. 

Il che, lo ammetto, accade di rado.  

PS: il blogger in questione, ha anche una risata allegra che ti fa squagliare come lo stracchino nella piadina..ed io, lo ammetto, risate così non mi stancherei di ascoltarle.

mercoledì 18 settembre 2013

L'incontro: reporter's




Ore 14.58 circa, gelateria Neve di latte, in quel di Roma. Missione gelato: compiuta. 

Alla fine il blogger ha mantenuto la promessa. I fotoreporter mimetizzati han immortalato i due ignari bloggerist mentre degustavano lentamente -  e silenziosamente – il gelato tanto agognato (almeno da uno dei due).
Ops..veramente solo il gelato


Scontrino d’attestazione (per gli scommettitori diffidenti).



E les jeux sont faits ! :-)


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