Ultimamente ho avuto poco tempo per star dietro alle mie consuetudini.
Paradossalmente, la mente ha avuto più tempo per vagare da sola nei suoi
meandri, interrogarsi, far il punto della situazione, scoprire quanto son
cambiata e quanto il mai che ho pronunciato più volte (e molte altre lo
farò)sia diventato un ora e un sì.
Bisogna averne paura. Una paura tremenda. Bisogna aver paura
di pronunciare il mai. Questo mai, io mai, io non..io no..io mai. Bisogna aver
l’accortezza, l’attenzione, quando si pronuncia il mai. Dirlo quasi
sibilando,in silenzio, esser prudente davanti a quale parola lo si pone.
Mai avrei pensato di poter ferir qualcuno, semplicemente
essendo me stessa. Non posso evitarlo e il mai,qui, è forse un po’ troppo
imprevedibile. Non dipende, a rigore, solo da me. Eppure è capitato. E forse
capiterà ancora.
Mai avrei pensato,seppur me lo ripeta sempre, di poter
aggredir qualcuno (verbalmente eh,verbalmente) che aveva in qualche modo ferito
una persona della mia famiglia. Ma l’ho fatto e nonostante mi imponga, ora,
alla luce di quel che è successo,di scegliere modi meno irruenti e forti di
manifestare dissenso o peggio, so che lo rifarei e lo rifarei con la stessa se
non con maggiore intensità.
Mai avrei pensato di poter mettere in atto quegli stessi
comportamenti che avevo subito e che non mi hanno fatto stare bene. Mai avrei
pensato di pensare le stesse cose che tanto criticavo negli altri. Eppure il
mai è diventato realtà, quando ne ho avuto occasione,quando la vita mi ha messo
alla prova e ho scoperto di esser capace di contraddire le mie più fervide
convinzioni. E di poter diventare come
le stesse persone che mi avevano ferito.
Mai, in passato come recentemente, avrei pensato di poter
provare attimi di felicità senza pormi il dubbio che sia solo il parto melevolo
e ingannevole della mia mente. Che vuol vedere quel che non c’è e vivere solo
quel di cui ha bisogno. E di fatto, i dubbi permangono,sempre,in sottofondo.
Metto loro un bavaglio,per non sentirli parlare, metto loro un legaccio per
evitar loro di scalpitare, perché non frenino quel che voglio pensare,che voglio
fare, che voglio vivere. Ma rimangono, appena percettibili, pronti a far un
balzo in avanti e a rovesciare il castello di illusioni e bei ricordi che mi
sono costruita. Basta davvero poco..davvero poco.
Mai avrei pensato, nei miei vent’anni, che una mano posata
per caso sulla mia, potesse regalarmi emozioni più intense di un sogno, che il
semplice sfiorar di dita potesse far vibrare la pelle e tremare le ginocchia, fin
quasi a svenire,potesse allentare i miei freni interiori e far vacillare le mie
certezze, potesse farmi paura, ma una paura da abbracciare. Mai avrei pensato
che uno sguardo potesse accendermi o accarezzarmi dolcemente, che le parole non
fossero necessarie ma solo respiri, solo respiri e sospiri e il calore dell’altro
e null’altro..Mai avrei pensato di poter tenere tutto dentro e covarlo quasi
gelosamente, lontano da occhi indiscreti da giudizi malevoli e da facili
conclusioni. Lontano dai miei stessi giudizi e dal mio stesso giudice
interiore. Mai, a vent’anni, avrei pensato che solo un abbraccio e nulla più,
un abbraccio, potesse bastarmi e nulla più. Eppure a vent’anni l’ho provato ed
era un sussulto ogni volta. Ma un sussulto forte,estemporaneo, che si nutre di
aspettative di un dopo che vuole già avidamente divorare, perché non si ha
tempo o così sembra. A trentaquattro anni l'ho riprovato e il tempo è tiranno e lo si vuole rallentare,
per poterlo gustare e abbandonarsi alle emozioni semplici, piccole,ma forti. Il
tempo è tiranno perché si concede goccia a goccia e non puoi non voler far di
tutto per non sprecarne neppure una piccolissima. Così bevo le emozioni goccia a goccia finchè son capace di berne. Le bevo e me ne nutro, le accolgo e mi lascio afferrare.
Pazienza se poi i dubbi scalpitano e urlano dentro, se il giudice ammonisce e alza il dito.
Il tempo è tiranno e io voglio solo vivere ogni attimo come viene.
Non so cosa ne penserò domani, cosa farò o non farò, cosa voglio fare.
Voglio provare a non pensare, prima. Voglio provare a non dirmi quel che farò o non farò. Ma vivere e basta. Vivere come viene e lasciar fare, alla vita, al caso, a quel che provo.
Voglio provare a non prununciare più il mai.
Ma non dirò che non lo dirò mai!;-)